mercoledì 5 ottobre 2011

Dialogo con Teodoro

Teodoro rappresenta quelle persone che si interessano della missione e della Chiesa in Cina, pongono delle domande e esprimono opinioni al riguardo. Questo Blog ha pensato di scegliere un tema per volta per aprire un dialogo.

Le persone che pongono questioni sono considerate un dono di Dio e perciò  le denominiamo con il nome fittizio di “Teodoro”.

Alle persone che risponderanno alle domande, daremo il nome di “Guangqi” (letteralmente “lume rivelante”). E’ un nome che ci ricorda il Servo di Dio Paolo Xu Guangqi, Cattolico Laico Cinese (1562-1633), a cui rivolgiamo le nostre preghiere, perché attraverso la sua intercessione il Signore voglia concederci le grazie di cui abbiamo bisogno, e così affrettare il giorno della sua beatificazione.

Si spera che quanto riportato nel “dialogo con Teodoro” sia veramente “lume rivelante”.  
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003 Qualche riflessione dopo la GMG 05102011

Guangqi:

La grazia di Dio sia sempre più abbondante!

Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza vissuta a Madrid! In questi giorni sono stati molti gli amici, cinesi e stranieri, che hanno voluto condividere gli incontri vissuti durante la Giornata Mondiale della Gioventù: mi hanno toccato profondamente ogni volta che hanno raccontato le loro diverse esperienze. Ogni vostra esperienza e testimonianza mi ha fatto vivere in prima persona quell’evento!

Tra questi racconti mi ha particolarmente colpito l’esperienza di un’amica di Hong Kong. Appena arrivata a Madrid, a causa di alcune questioni burocratiche legate all’organizzazione, solo a notte fonda ha potuto conoscere il nome e l’indirizzo della famiglia che l’avrebbe ospitata insieme al suo piccolo gruppo di amici. Per di più la famiglia si trovava in una piccola cittadina sperduta… Inoltre non sono potuti entrare nell’area dove si svolgeva la grande Veglia di sabato sera e non hanno potuto neanche partecipare alla Messa di chiusura della GMG perché erano esausti. Così la loro esperienza sarebbe potuta sembrare più amara che felice, dal momento che hanno perso le celebrazioni liturgiche più importanti… Ma l’incontro con la famiglia che li ha accolti, le piccole circostanze, hanno fatto scoprire loro cosa significa la parola “amore”.

Per amore di Cristo, i giovani si sono radunati a Madrid da ogni parte del mondo. Hanno condiviso insieme la Parola di Dio, hanno pregato insieme con il desiderio di vedere il Vicario di Cristo in terra, il Successore del Capo degli Apostoli, che è il Papa. Tutto questo entusiasmo sarebbe potuto essere solo effimero, invece è stato anche molto reale: la presenza dei giovani ha fatto vedere Gesù alla gente locale! Questa amica mi ha riferito che la piccola cittadina dove erano alloggiati era un luogo spento, senza vita. La famiglia che l’ha accolta era costituita solo da un’anziana signora, in quanto i suoi figli e nipoti si erano già tutti sistemati a Madrid da tempo. La donna le ha detto che, con il loro arrivo, la gente del posto ha nuovamente sentito il vigore della vita, come una brezza che ha rinfrescato l’agosto di questa calda e soffocante cittadina.

In realtà, il pellegrino è di per sé un segno di speranza, e proprio questa speranza ha dato alla gente la forza di amare. Lo Spirito Santo ha soffiato in questo flusso di amore, permettendo al gruppo della mia amica e a quella cittadina di essere contagiati della luminosità, dalla forza e dal coraggio dell’amore. Grazie all’amore sono stati stabiliti rapporti di fiducia tra persone che non capivano l’una la lingua dell’altra. Grazie all’amore, la vita di alcune persone che si sono incontrate casualmente è entrata in comunione. Grazie all’amore, gli incontri di una settimana sono diventati un ricordo indimenticabile di tutta la vita. L’amore ha permesso alla mia amica ed agli abitanti di quella piccola cittadina di fare propria la luce della speranza, di uscire dalla valle sperduta, quando si vivono momenti di frustrazione, quando ci si sente indifesi oppure si avverte il silenzio di Dio.

Credo che questo Amore sia il dono più grande che Dio ha dato all’uomo attraverso suo Figlio, insieme allo Spirito Santo. Ma l’atmosfera del nostro paese ha soffocato questo amore prima ancora che nascesse.

Che cosa può esserci di più doloroso, nella divisione tra Chiesa ufficiale e clandestina, con tutti i danni che ha provocato, se non la reciproca diffidenza ? I Vescovi in cui avevamo piena fiducia hanno partecipato alla consacrazione non riconosciuta dal Papa. Possiamo ancora credere che sono i nostri Pastori ? Non sappiamo come possiamo continuare a crederlo, né come discernere. A volte vediamo genitori, Vescovi e sacerdoti sempre fedeli al Papa, che subiscono persecuzioni e restrizioni: non possono pregare pubblicamente né celebrare l’Eucaristia, non possono predicare la dottrina della fede né svolgere apertamente opera di evangelizzazione. In tale situazione tante persone hanno cominciato a dubitare: forse davvero la Chiesa ci ha già abbandonato?

In questo momento sono venuti in visita alcuni amici di Hong Kong. La loro felicità ci ha fatto sentire con forza che siamo membri dello stesso gregge e della stessa Chiesa. Questa esperienza assomiglia a quella della mia amica, che è andata nella speduta cittadina spagnola e ha portato un soffio di vita alla gente locale. In realtà, la gioia dei pellegrini può anche diventare la nostra gioia, la nostra speranza. Ma purtroppo si intravede sempre nell’oscurità il controllo del governo. Ogni minuto e addirittura ogni secondo della nostra vita, sembra coperto da questa ombra.

Pensavo che il governo dovesse proteggere la popolazione, ma in realtà, a causa della religione, siamo un gruppo che mette paura allo stato. Abbiamo soltanto umilmente sperato di poter proclamare la nostra fede, di poter essere in comunione con la Chiesa trasmessaci dagli Apostoli, e di non vivere in questa situazione. Tutti sono credenti nel Signore Gesù Cristo, ma a causa della politica si sono addirittura combattuti, sospettando gli uni degli altri, arrivando così a lacerare l’amore.

Secondo me, ogni persona della Chiesa cinese che viene in visita ed ogni fedele della Chiesa perseguitata, la loro attenzione e la loro solidarietà, sono come il carbone che Dio ci porta nel gelido inverno, che ci permette di uscire dalla valle sperduta.

Ti auguro pace e gioia, per sempre! 

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